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Artelieu

Associazione Italiana Studi Psicopatologie dell'Espressione e Arteterapia

C’è ancora spazio per il desiderio?

Relazione convegno Arles, 2 luglio 2011

Prima di passare al cuore del tema di questo incontro sento doveroso iniziare da una premessa che per i presenti non addetti ai lavori è necessaria. La premessa concerne l’entrata nel mondo del simbolico. Se non capiamo questo passaggio non capiremmo neanche l’importanza dell’arteterapia.

Avere un nome: in questo consiste esattamente il passaggio allo stato umano. Se si dovesse definire in quale momento l’uomo diventa umano, diremmo che è nel momento in cui, per quanto poco, entra nella relazione simbolica.

Forme e declinazioni dell’amore

“Proprio oggi il mio giardiniere, dietro il mio sguardo compiaciuto di cotanta metafora vivente, sfoltiva i rami del pesco carichi di minuscoli frutti agglutinati l’uno all’altro. -Sono troppe…si ammalerebbero o verrebbero piccoline…meglio poche e gustose- mi ha detto quasi scusandosi della piccola strage che aveva commesso sotto i miei occhi.”

Ma io ho trovato la voglia di tornare a scrivere dalla sua saggezza, dopo essermi appuntata un memo su una pagina dell’agenda: ‘di troppa vicinanza si muore’.

Riapro la cartella degli articoli per Impronte, dove due file vuoti hanno i temi di ‘Crisi nelle istituzioni’ e ‘Amore’. Sono ormai dei mesi lì in attesa di essere sviluppati.

Penso che sarebbe bello fondere i due temi: l’amore al tempo della crisi. Oppure: la crisi dell’amore o le istituzioni in amore…Rido tra me e me.

Ma c’è poco da ridere, l’ amore entra in ogni esperire umano, vuoi per evitarlo vuoi per esaltarlo.

Odi & Legami…e non so come avvenga

Non sono facile all'odio: lo ritengo un sentimento animalesco e rozzo e preferisco che le mie azioni e i miei pensieri, nel limite del possibile, nascano dalla ragione. Per questo motivo non ho mai coltivato l'odio come desiderio primitivo di rivalsa, di sofferenza inflitta al mio nemico vero o presunto, di vendetta privata. Devo aggiungere che, per quanto posso vedere, l'odio è un sentimento personale: è rivolto contro una persona, un nome o un viso. I nostri persecutori nazisti non avevano viso, né nome: erano lontani, invisibili, inaccessibili; prudentemente, il sistema nazista faceva sì che i contatti diretti fra gli schiavi e i signori fossero ridotti al minimo.

(Primo Levi)